Cattru passi illa…Natura – Storie di vecchi borghi e miniere

 di Alessandro Ruggero

09-25-_dsc0235Superato il “passo Limbara”, la strada serpeggia nella vallata, circondata da due ali di folte foreste a Leccio, tra le quali di sovente compare la Sughera, interrotte spesso da piccoli rii che tagliano la montagna quasi verticalmente, arricchendola di altre essenze arboree, amanti dell’acqua, come l’Orniello, i Salici, gli Ontani

 … in basso, invisibile dalla via, il letto del Riu l’Agnata, ora asciutto, ma gonfio di acqua durante la stagione delle piogge … in alto i segni scuri del recente incendio che ha attraversato l’altipiano di Balascia, lasciando la purtroppo consueta scia di morte e disperazione, simbolo di un Uomo, che ancora non ha compreso appieno il valore della Terra e dei suoi abitanti, troppo preso nel compiacersi delle sue poche virtù.
La valle appare selvaggia, quasi incontaminata, se non per il nastro di asfalto che la percorre, ma non è così … in un passato, non molto remoto, essa era frequentata e abitata Continua a leggere →

Escursione su Monte Limbara e le miniere abbandonate

Quando ho letto di questa escursione su Facebook mi sono subito fiondato a cercare informazioni. Da dove si parte? Quando?

La possibilità di girare il Limbara assieme a chi la conosce bene è un occasione che non si può perdere. Organizzata da Fabrizio Carta, ideatore e produttore del programma “Curiosando” in onda su Radio Tele Gallura (http://www.curiosandosardegna.com/), questa escursione si è avvalsa anche della collaborazione di Alessandro Ruggero che, con la sua grande conoscenza dei luoghi e della natura, ha condiviso col gruppo una miriade di informazioni su ciò che ci circondava. Continua a leggere →

GLI INCONTRI INTERNAZIONALI DEL FOLKLORE

FOLKLORE

Dal mio punto di vista – di Pinuccia Sechi

“Buonasera a tutti e Benvenuti!!..”

Di solito è così che apro ogni “mia” serata!

Hanno voglia di dirmi che la moda vuole che si invada il palco urlando Ciaoooo e ssssssssu le maniii (le 8 s sono d’obbligo).

Io non credo che seguirò mai questa moda perché a me, la gente, piace salutarla e darle il benvenuto a… casa sua dove vengo accolta!

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La Fola di “PUNDACCIU DI LI SETTI BARRITTI”

 Il folletto dalle sette berrette (notizie tratte da Sandalyon)

di Gianmario Pintus

PUNDACCIU DI LI SETTI BARRITTIIn un tempo lontano fatto di magiche creature saltellanti, tra gli alberi dei boschi un folletto dispettoso inquieta le notti sarde. Si narra sia in parte un demone il disturbatore dei dormienti malcapitati, che, desiderosi di riposarsi in totale pace e serenità d’animo, venivano svegliati nel sonno dalla piccola ma robusta creatura. Personaggio dai mille nomignoli, viene conosciuto come “il folletto dalle sette berrette”, per i caratteristici copricapo portati agilmente; in dialetto Gallurese viene definito “Pundacciu di li setti barritti”, mentre in logudorese viene conosciuto come “Ammuntadore”, in campidanese come “Matzamurreddu” e nel dialetto di Ghilarza come “Sa Surtora”. Continua a leggere →

LA FÒLA DI “LA MAMMA DI LU SOLI”

di Gianmario Pintus

La mamma di lu soliNella tradizione gallurese “La mamma di lu soli” e nella variante sarda “sa mama ‘e su sole”, era uno dei tanti spauracchi per bambini, una creatura fantastica; in questo caso la “madre del sole” è una donna bellissima che appare d’estate, dopo mezzo giorno sulle strade deserte. “La mamma di lu soli” rincorre e lascia un segno sulla fronte al bambino che aveva disubbidito ai genitori andando a giocare per strada col solleone. Subito il bambino veniva assalito dalla febbre alta che gli durava alcuni giorni.

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